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The Strawberry Field

Breve storia del brand «The Strawberry Field».


Nel 1989 mi trovai a realizzare un piccolo giornaletto con un programma di impaginazione chiamato Ventura Publisher.

All'«Italia in Miniatura» in quarta elementare.
Le prime foto
All'«Italia in Miniatura» in quarta elementare.

Al tempo lavori simili si facevano con la macchina da scrivere e qualcuno mi insegnò anche a giustificare il testo a pacchetto (cioè allineato a sinistra e a destra) scrivendo prima su un foglio a quadretti.

Il foglio con tre colonne a carattere proporzionale giustificato a pacchetto e tante altre piccole chicche non sembrava certo uscito da una stampantina ad aghi (la quale lavorava per un tempo interminabile facendo un frastuono assordante).

Backstage delle sfilate di moda.
I "lavori"
Backstage delle sfilate di moda.

L'aspetto grafico accattivante mi procurò la commissione di vari libretti e volantini ed ebbi anche la possibilità di stampare con una stampante laser.

Non che con la laser si facesse prima visto che ci voleva un quarto d'ora perchè uscisse la pagina (con grande scoramento del proprietario al quale avevano detto che faceva 11 pagine al minuto), ma la risoluzione, pur non potendo andare oltre i 150 dpi per problemi di memoria, dava veramente spettacolo.

In fondo a queste pubblicazioni appariva il marchio «The Strawberry Field» o in qualche caso il più autarchico e canzonatorio «Antica Stramberia delle Fragole».

Sempre in quell'anno mi comperai un modem con il quale collegarmi ad alcune BBS della rete FidoNet.

Elaborazione delle fotografie al computer.
Le elaborazioni
Elaborazione delle fotografie al computer.

Un sysop (il proprietario della BBS) mi diede l'opportunità di installare un point per il quale usai lo stesso nickname «The Strawberry Field».

Per chi non la conoscesse, la rete Fidonet era un network amatoriale in cui i vari nodi (BBS) si chiamavano tra loro nelle ore notture (per problemi di costi telefonici) con dei modem analogici e si scambiavano i messaggi che gli utenti dei singoli nodi lasciavano sulla BBS; c'erano due tipi di mail: l'echomail assimilabile ad un newsgroup e la matrix in cui i messaggi andavano "privatamente" da un utente all'altro allo stesso modo delle mail di internet.

"Backstage" di un matrimonio.
I "matrimoni"
"Backstage" di un matrimonio.

Un point altri non era che una BBS personale in grado di collegarsi al solo nodo che concedeva questa possibilità e permetteva di leggere la posta offline, altrimenti bisognava leggerla stando collegati come si fa oggi con i servizi di webmail.

Ma il mio maggiore interesse era quello per la fotografia, avevo iniziato seguendo gli insegnamenti di mio padre con la Kodak instamatic che mi aveva regalato quando avevo 8 anni. Le foto che facevo sono sempre piaciute molto e ricordo che la mestra incredula girava tutta la scuola per far vedere le foto che avevo fatto durante l'uscita; per inciso quelle stesse foto furono molto criticate da mio padre...

Il primo numero de «Il giornalino di Gabriele».
Il web
Il primo numero de «Il giornalino di Gabriele».

Nel seguito ho iniziato ad usare le sue reflex (rigorosamente Pentax) e mi furono anche commissionati alcuni servizi (sfilate di moda); mentre invece ho sempre categoricamente rifiutato di fare servizi matrimoniali. In effetti ai matrimoni andavo sempre armato di macchina forografica, ma volevo sentirmi libero di riprendere quello che volevo; poi magari qualcuno metteva nella cornice una foto mia e non quella del fotografo ufficiale...

Per alcuni anni le tre cose viaggiarono separatamente: i lavori di grafica, i collegamenti telematici in solo testo e le fotografie sulle pellicole.

Poi arrivarono i lettori CD e facendo scansionare le foto da un service si poteva avere un PhotoCD con le proprie immagini da lavorare con il computer: ecco che le foto si potevano unire alla grafica.

Il trailer di «Benvenuto Francesco».
I DVD
Il trailer di «Benvenuto Francesco».

Inoltre un bel giorno mi capitò per le mani un programma che si chiamava Netscape Navigator: grazie a questo sistema si poteva creare una "BBS" con grafica e foto (quello che noi oggi chiamiamo "sito web").

Finalmente avevo trovato l'anello di congiunzíone tra le due anime di «The Strawberry Field»: la parte "artistica" e quella di comunicazione.

Più recentemente mia moglie insistette perchè comprassi una videocamera per riprendere nostro figlio così che potessimo ricordare dei bei momenti. Questa nasceva già digitale e le relative riprese entrarono subito a far parte integrante delle produzioni «The Strawberry Field» sfruttando le possibili sinergie come è possibile constatare dal tutorial presente in questo sito.

Oggi il brand «The Strawberry Field» raccoglie tutte le produzioni fotografiche, video e grafiche come questo sito.

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