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Capitolo 4

Utilizzare l'hard-disk

Esaminare l'hard-disk

Dopo avere imparato come organizzare i dati sul disco rigido del proprio computer passeremo ad esaminare i comandi che ci permettono di analizzare il suo contenuto.

Non ci servirebbe a nulla avere un computer pieno di dati e informazioni, magari perfettamente organizzate, se non avessimo modo di sapere quali sono questi programmi.

Il disco rigido inoltre non ha una capacità di memorizzazione illimitata e quindi dovremo accorgerci per tempo quando lo spazio a disposizione sta per finire e porre dei rimedi adeguati come cancellare quello che non ci serve più o trasferire su dischi floppy i dati che usiamo meno di frequente.

Un vero esperto di computer cura in modo meticoloso la memorizzazione dei propri dati e chi lascia queste operazioni al caso si troverà ben presto in difficoltà.

Il contenuto di una directory

Il primo e più importante comando che dobbiamo imparare è quello che ci permette di vedere il contenuto di una particolare directory o sotto-directory.

Abbiamo già presentato questo comando, che è DIR, ma non vi abbiamo detto come interpretare le informazioni in esso contenute.

Portatevi quindi nella root e date il comando

DIR

a seguito del quale il computer risponderà con informazioni simili a queste:

è

  Volume in drive C is DOS 
  Serial number is 1975:12F7
  Directory of  c:\*.*

 3DS          <DIR>      4/08/92  18:25
 ANI          <DIR>      3/10/92  18:36
 DOS50        <DIR>     24/06/92  15:56
 OM           <DIR>      4/11/92  12:14
 PAAT         <DIR>      3/10/92  18:54
 TMP          <DIR>     25/06/92   9:09
 4dos.com       106310   1/11/91   4:00
 4dos.hlp       160482   1/11/91   4:00
 4dos.ini           88   3/08/92  15:12
 4help.exe       46352   1/11/91   4:00
 800.com          3424  20/03/90  20:57
 acad.sys          117   5/05/92  19:40
 autoexec.bat      423   5/08/92  16:24
 command.com     50170  12/07/91  12:00
 config.sys        117   5/05/92  19:40
 mouse.com       12259  23/07/91  10:58
 std.sys           273   6/05/92  17:15

    380.015 bytes in 17 file(s)
    1.196.032 bytes free

Sicuramente non vi apparirà quanto sopra riportato, ma solo qualcosa che gli assomiglia: non ci è assolutamente possibile sapere che cosa sia presente sul vostro computer. E' del tutto normale che vi appaia qualcosa di diverso da quanto riportato, anche se la struttura delle informazioni è la stessa.

La prima riga, in cui sta scritto

Volume in drive C is DOS

è

ci indica che nel drive C è inserito un disco con nome "DOS". In questo caso, poichè il drive C è un disco rigido, non essendo il disco sostituibile il nome ha scarsa utilità. Se stessimo lavorando con un disco floppy questo nome ci permetterebbe di distinguere il disco presente nel lettore.

La seconda riga

Serial number is 1975:12F7

ci indica il codice con il quale il computer individua il disco nel lettore: questa informazione non ci interessa in quanto gestita internamente dal computer.

La terza riga con

Directory of c:\*.*

ignorando, per ora, i caratteri *.* ci da le stesse informazioni del prompt circa la directory di cui è elencato il contenuto.

Seguono infine una serie di righe con il contenuto vero e proprio della directory (o sotto-directory) che possono presentarsi in due forme:

TMP

25/06/92 9:09

oppure

4dos.com 106310 1/11/91 4:00

La differenza sta nella seconda colonna in cui possiamo trovare un numero o la scritta

.

Nel caso ci sia un numero significa che ci troviamo in presenza di un file, che può essere un programma, una immagine, un èdocumento o qualsiasi altra informazione; il numero ci indica quanti bytes occupa su disco il file.

Se invece troviamo la scritta

significa che ci troviamo in presenza di una directory sulla quale potremo agire con i comandi descritti in questa puntata.

Le altre informazioni sono invece le stesse.

Nella prima colonna c'è il nome del file o della directory.

Nella terza colonna c'è la data in cui è stato modificato per l'ultima volta il file o la directory

Infine nella quarta colonna l'ora in cui è stata effettuata l'ultima modifica.

Al termine dell'elenco dei files e delle directory troviamo l'indicazione

380.015 bytes in 17 file(s)

che ci riassume il contenuto dicendo che i 17 files presenti in questa directory occupano in totale 380.015 bytes.

Ci sono due cose da notare: nel conteggio dei files le directory vengono considerate equivalenti ad un file: nel nostro esempio noi abbiamo in realtà 11 files e 6 directory, ma il computer ci da solo il loro totale.

Se sommiamo le lunghezze degli 11 files presenti nel nostro esempio troveremo che il totale è proprio 380.015, ma questo calcolo è solo teorico perchè in pratica lo spazio occupato sul disco è maggiore.

I files vengono infatti registrati in blocchi di lunghezza fissa (normalmente 2048 bytes) chiamati "cluster" (si legge "claster") e lo spazio non occupato va sprecato. Ad esempio il file "4dos.ini" che è lungo solo 88 bytes occupa in realtà sul disco un cluster cioè 2048 bytes; il file "800.com", lungo 3424 bytes occupa due cluster cioè 4096 bytes.

Potrebbe sembrare un inutile spreco, ma attraverso questo tipo di gestione si migliora in maniera notevole la velocità di accesso èalle informazioni contenute nei dischi (soprattutto se di grande capacità). Riducendo le dimensioni dei cluster si diminuisce lo spreco, ma calano anche le prestazioni; aumentando la dimensione del cluster si migliorano le prestazioni, ma lo spreco è maggiore. Le dimensioni del cluster sono fissate una volta per tutte all'installazione del sistema operativo con il miglior compromesso tra prestazioni e riduzione dello spreco.

Immaginate di scrivere degli articoli su un quaderno e di fare iniziare ogni articolo all'inizio di una nuova pagina: così facendo indicando solo il numero della pagina potremo immediatamente trovare l'inizio dell'articolo che ci interessa; se li avessimo scritti uno di seguito all'altro dovremmo indicare anche la posizione all'interno della pagina.

Ovviamente alcune pagine resteranno parzialmente bianche; per ridurre le parti bianche potremmo ridurre le dimesioni delle pagine, ma dovremo aumentare il loro numero rendendo la ricerca più laboriosa.

E' importante tenere conto di questi sprechi quando si copiano i files e si trova il disco pieno anche se la somma aritmetica delle lunghezzeè inferiore alla capacità del disco.

L'ultima riga infine

1.196.032 bytes free

ci dice quanto spazio libero è rimasto sul disco.

Bisogna controllare spesso questa indicazione perchè ci si può trovare nel caso in cui questo spazio è scarso e non riusciamo a salvare il nostro lavoro perchè il disco è troppo pieno.

Non c'è una quantità minima di spazio da lasciare libero, ma se sul vostro hard-disk rimane una spazio libero come quello dell'esempio è bene cominciare a correre ai ripari trasferendo quello che è possibile su floppy-disk, cancellando ciò che non serve più o, nei casi estremi, installando un disco di capacità èsuperiore.

Quando ci sono molti files

La directory di cui abbiamo visto la lista dei files non era particolarmente piena e quindi il suo contenuto poteva essere mostrato interamente sullo schermo.

Se avessimo avuto molti files avreste visto scorrere le prime righe verso l'alto molto velocemente e vi sarebbe stato impossibile leggerle.

Vi abbiamo detto di esaminare la root proprio perchè, in un sistema correttamente installato, qui ci sono solo pochissimi files indispensabili. Molte persone trasferiscono nella root tutto quello che trovano invece di metterlo in directory separate.

Questa è una cattiva abitudine che dovete evitare di prendere: nella root devono essere presenti solo i files strettamente indispensabili, gli altri vanno sempre messi in apposite directory.

Quando notiamo che con il comando DIR alcune righe scorrono verso l'alto perchè abbiamo molti files possiamo ricorrere ad una versione leggermente diversa del comando:

DIR /P

che indica al computer che la lista deve essere mostrata a pagine.

Dando questo comando verranno elencati fino a riempire lo schermo, poi invece di far scorrere le linee verso l'alto il computer si fermerà con il messaggio

PRESS ANY KEY WHEN READY

che significa "premi un tasto qualsiasi quando sei pronto".

èAvremo quindi modo di leggere comodamente le informazioni e quando vorremo passare alla pagina successiva sarà sufficiente premere un tasto. Il computer mostrerà una alla volta le pagine successive attendendo ogni volta la pressione del tasto prima di continuare.

Al termine della lista riapparirà il prompt segnalandoci che l'esecuzione del programma è terminata. Facciamo notare che non è possibile tornare ad una pagina precedente e che per rivedere il contenuto di pagine già passate è necessario ridare il comando e rivederle tutte dalla prima.

Se i files stanno tutti in una sola pagina il comando DIR /P si comporta allo stesso modo del DIR normale pertanto se non sappiamo quanti files sono presenti in una directory conviene sempre dare il comando completo DIR /P in modo da essere certi di non perdere nessuna riga.

Il contenuto delle sotto-directory

Per leggere il contenuto di una directory o sotto-directory diversa dalla root dovremo prima entrarci e poi dare il comando DIR. Immaginiamo di voler leggere la lista dei files presenti nella directory OM che abbiamo visto nella lista della root: per fare ciò dovremo entrarci con il solito comando

CD OM

seguito come al solito dal cambiamento del prompt in C:\OM> dal quale daremo il comando

DIR

ed il computer ci risponderà con qualcosa che assomiglia a

è Volume in drive C is DOS

Serial number is 1975:12F7

Directory of c:\om\*.*

.

4/11/92 12:14

..

4/11/92 12:14

monosc.gif 8034 3/10/92 11:36

om.gif 8817 2/10/92 16:13

om1.gif 19905 2/10/92 21:33

om2.gif 20620 3/10/92 10:52

om3.gif 18636 7/10/92 11:19

omcga.exe 4172 5/10/92 17:31

omcga3.exe 4907 7/10/92 11:24

omega.exe 22194 5/10/92 17:20

omlogo.gif 9116 3/10/92 16:06

omos2.bmp 32074 7/10/92 11:41

omvga.exe 9499 3/10/92 16:15

pw.gif 16996 3/10/92 17:00

pw1.gif 5744 3/10/92 17:21

pwx.gif 12969 5/10/92 10:59

tsftv.gif 8571 3/10/92 11:44

202.254 bytes in 17 file(s)

1.150.976 bytes free

di cui sappiamo già comprendere il significato.

Vorremmo invece attirare la vostra attenzione sulle due "sotto-directory" presenti all'inizio della lista: esse infatti non sono delle vere e proprie sotto-directory, ma ci indicano soltanto che ci troviamo all'interno di una directory diversa dalla root.

Non sarà quindi possibile cancellarle o eseguire altre operazioni su di esse perchè in effetti non esistono.

Vogliamo anche farvi notare che usando il comando dir su una sotto-directory vuota si ottiene come risultato

Volume in drive C is DOS

è Serial number is 1975:12F7

Directory of c:\temp\*.*

.

4/11/92 12:14

..

4/11/92 12:14

0 bytes in 2 file(s)

1.150.976 bytes free

(ovviamente date e spazio sul disco variano da computer a computer e da momento a momento).

Questa directory può essere cancellata anche se sembra che al suo interno siano presenti due sotto-directory, ma essendo queste sotto-directory solo indicazioni di comodo è come se non ci fossero.

Se invece foste in presenza di una lista del tipo

Volume in drive C is DOS

Serial number is 1975:12F7

Directory of c:\temp\*.*

.

4/11/92 12:14

..

4/11/92 12:14

PROVE

4/11/92 12:15

0 bytes in 3 file(s)

1.150.976 bytes free

non potremmo cancellare la directory TEMP perchè al suo interno è contenuta la sotto-directory PROVE.

Non dovete lasciarvi fuorviare dalla indicazione "0 bytes in 3 file(s)" presente nella penultima riga: come abbiamo già spiegato le sotto-directory non hanno dimensione, ma la loro presenza impedisce in ogni caso la cancellazione della directory cui appartengono.

Quanto spazio resta disponibile

è

Se riempiamo troppo un disco, prima o poi il computer si fermerà segnalandoci un errore con la scritta

Disk Full (il disco è pieno)

Quando compare questo messaggio non si può scrivere nulla sul disco perchè non c'è più spazio disponibile e bisogna cancellare qualcosa per poterci scrivere nuovamente.

Bisogna evitare che questo accada perchè quando appare questo errore i dati che sono in memoria non possono essere registrati su disco e vanno irrimediabilmente persi.

Dovremo quindi ricordarci di controllare periodicamente lo spazio che resta libero sul disco rigido e prima che diventi troppo poco è opportuno cancellare ciò che non ci serve più (o trasferirlo su un dischetto).

Purtorppo il sistema DOS non prevede un comando che ci permetta di chiedere quanto spazio resta libero su un disco. L'unica indicazione che possiamo avere in tal senso ci viene dal comando DIR: sappiamo infatti che l'ultima riga della sua risposta è proprio lo spazio libero sul disco. E' una soluzione, ma non è certo la più pratica.

Fortunatamente però lo stesso sistema DOS consente all'utilizzatore di creare dei nuovi comandi ed è sfruttando tale possibilità che daremo una risposta a questo problema.

Individuare la directory dei comandi DOS

Quasi tutti i comandi del sistema DOS sono contenuti, sotto forma di programma,in una apposita directory. A differenza di quanto vi abbiamo detto finora non è necessario entrare nella directory dei programmi del èDOS per eseguirli, ma ci si può trovare in qualsiasi altra directory o sotto-directory.

Poichè anche il comando che andremo a creare dovrà avere la possibilità di essere eseguito da qualsiasi punto del disco dovremo necessariamente inserirlo in tale directory.

Se sapete quale sia questa directory in cui sono contenuti i comandi del DOS entrateci con il solito comando CD, altrimenti seguite la seguente procedura per individuarla.

Portatevi nella root e da qui date il comando

DIR /B /S XCOPY.EXE

dal quale otterrete come risposta una riga del tipo

C:\DOS50\XCOPY.EXE

seguita dalla riapparizione del prompt C\>. Facciamo notare che l'esecuzione di questo comando può richiedere anche molti secondi su dischi con molti files: infatti abbiamo dato ordine di cercare fra tutti i files del disco rigido il programma "XCOPY" che è appunto un comando del DOS tra i più utili e che vi spiegheremo in dettaglio al momento opportuno. Se non avessimo a disposizione le directory per ogni ricerca sul disco rigido dovremmo aspettare tutto questo tempo...

Se non ottenete nessuna risposta verificate di trovarvi nella root (cosa segnalata dal prompt C:\>); se non lo siete andateci e ripetete il comando. Se ancora non dovesse apparire nulla significa che il DOS non è stato installato correttamente in quanto mancante di uno dei suoi più importanti comandi: fatevelo reinstallare correttamente.

Se al contrario dovessero apparire più linee di risposta come ad esempio

C:\DOS50\XCOPY.EXE

C:\UTILS\XCOPY.EXE

è

significa che disponete di due copie di questo comando: la cosa non è di alcuna utilità e quando avrete imparato il comando di cancellazione dei files potrete cancellare il doppione.

Per il momento considerate valida la riga nella quale vedete la sigla DOS.

Ricopiate quindi su un foglio la riga che avete ottenuto in risposta al comando, poi cancellate i caratteri finali \XCOPY.EXE: quello che vi resta è il prompt che vi apparirà quando sarete entrati nella directory dei comandi DOS.

Abbiamo già spiegato che nel prompt è presente dopo il C:\ il nome della directory per cui se la scritta che vi rimane è

C:\DOS50

significa che la directory che ci interessa si chiama DOS50 e potremo entrarci con il familiare

CD DOS50

se invece la scritta residua fosse C:\MSDOS la directory si chiamerebbe MSDOS e così via.

Vi consigliamo di annotarvi il nome di questa directory perchè nel seguito quando faremo riferimento alla "directory dei comandi DOS" non dovrete più ripetere questa procedura per individuarla, ma saprete già quale nome ha sul vostro disco rigido.

Creare il comando FREE

Creare un nuovo comando significa scrivere un programma, cioè combinare un certo numero di comandi già esistenti per ottenere nuove funzioni non previste dal sistema base.

A noi in particolare interessa un comando per sapere quanto èspazio libero rimane disponibile su un disco. Per identificarlo useremo la parola inglese "free" (si pronuncia "fri") che significa "libero".

Abbiamo visto che l'unica indicazione che il DOS ci fornisce circa lo spazio libero su un disco è l'ultima riga della risposta al comando DIR, tale comando quindi sarà alla base del nostro mini-programma.

A questo associamo altri comandi di cui però non possiamo spiegarvi subito il funzionamento: si tratta di opzioni piuttosto sofisticate alle quali dedicheremo specifiche puntate di approfondimento.

Dovendo il comando che stiamo per creare funzionare da qualsiasi punto dell'hard-disk lo inseriremo nella directory dei comandi DOS. Una volta individuata tale directory con il metodo descritto nel paragrafo precedente dovremo entrarci e da qui dare il comando

COPY CON FREE.BAT

a seguito del quale vedremo il cursore lampeggiare all'inizio di una riga senza il prompt.

In questa riga dovremo scrivere

@DIR %1 | FIND /I "BYTES FREE"

copiandola esattamente e facendola seguire dal tasto di invio.

Il cursore andrà a capo omettendo sempre il prompt, premte il tasto F6 che produrrà la scritta ^Z poi premete il tasto di invio dopodichè vi riapparirà il prompt.

Il nuovo comando è stato creato.

Nota: in tutti i nostri esempi abbiamo fatto riferimento alla versione in lingua inglese del sistema DOS, poichè molti di voi saranno in possesso della versione italiana dovranno sostituire la linea

@DIR %1 | FIND /I "BYTES FREE"

è

con quella corrispondente per la versione italiana

@DIR %1 | FIND /I "BYTE DISPONIBILI"

altrimenti il nuovo comando non potrà mai funzionare.

L'utilizzo di questo nuovo comando è elementare in quanto sarà sufficiente scrivere da qualsiasi prompt

FREE

per sapere quanto spazio libero rimane sul disco.

Ovviamente questo comando sarà sempre disponibile ogni volta che ne avremo bisogno e non sarà più necessario crearlo.

Analisi del disco

Tenere il disco in perfetta efficienza è una delle cose che permettono di far funzionare il computer al meglio e quindi è importante conoscere gli strumenti che il DOS ci mette a disposizione per effettuare questo tipo di operazioni.

Esiste un comando che ci fornisce un completo rapporto sullo stato dell'hard-disk (o di qualsiasi altro disco) ed eventualmente di porre rimedio ad eventuali errori.

Da un qualsiasi prompt date il comando

CHKDSK

che è l'abbreviazione di "check disk" cioè "controlla il disco". Questo comando richiede diversi secondi per essere portato a termine e durante questo tempo vedremo la spia di attività del disco rigido sul pannello frontale accesa.

Una volta terminata l'esecuzione scriverà sullo schermo un èmessaggio di questo tipo:

L'etichetta di volume è DOS.

Il numero di serie del volume è 1975-12F7.

10588160 byte di spazio totale su disco.

176128 byte in 4 file nascosti.

77824 byte in 19 indirizzari.

9166848 byte in 312 file utente.

1163264 byte disponibili su disco.

4096 byte in ogni unità di assegnazione.

2585 unità di assegnazione totali.

284 unità di assegnazione disponibili su disco.

[Rapporto sulla memoria DOS]

655344 byte di memoria totale

643984 byte liberi

Come abbiamo già detto a proposito del comando DIR non dovete assolutamente aspettarvi sul vostro computer dati identici a questi perchè ogni computer fornirà dati diversi a seconda di quello che contiene: ciò che rimane invariato è il significato di queste informazioni che ora analizzeremo riga per riga.

La prima riga ci dice:

L'etichetta di volume è DOS.

e sappiamo già che questo è il nome del disco che viene analizzato. Anche la seconda riga

Il numero di serie del volume è 1975-12F7.

ci porta una informazione di cui abbiamo già parlato a proposito del comando DIR: si tratta del codice di riconoscimento interno èdel disco. Le righe successive invece ci portano nuove informazioni.

10588160 byte di spazio totale su disco.

Questa riga ci dice la dimensione dell'hard-disk: in questo caso ci troviamo di fronte ad un disco da circa 10 Megabyte (vi ricordiamo che 1 Megabyte corrisponde a circa 1 milione di byte).

176128 byte in 4 file nascosti.

Non tutti i files presenti sull'hard-disk sono visibili con il comando DIR, ma ce ne sono alcuni, utilizzati dal sistema operativo, che non devono essere manipolati dall'utilizzatore e pertanto vengono "nascosti" alla sua vista.

Questi file nascosti però occupano ugualmente dello spazio e questa riga ci dice quanti sono e quanto spazio occupano in totale.

77824 byte in 19 indirizzari.

Anche le directory e sotto-directory, per il solo fatto di esistere, occupano un certo spazio che non viene riportato dal comando DIR. Con questa informazione possiamo sapere il loro numero totale e lo spazio necessario a contenerle.

Facciamo notare come in questo caso il termine directory è stato tradotto con la parola indirizzario. Noi dissentiamo da questo tipo di traduzione, ma essendo presente in numerosi programmi ci limitiamo a segnalarvi a cosa corrisponde.

9166848 byte in 312 file utente.

Questa riga ci dice quanti file sono presenti sul disco e quanto spazio occupano globalmente.

è 1163264 byte disponibili su disco.

Anche questa informazione ci è nota dal comando DIR e dal comando FREE che abbiamo creato: si tratta dello spazio ancora disponibile sul disco.

Le righe successive ci dicono come è organizzato lo spazio di memorizzazione e in particolare

4096 byte in ogni unità di assegnazione.

ci informa sulla dimensione dei cluster. Abbiamo accennato al fatto che il sistema operativo DOS utilizza lo spazio sul disco non a byte singoli ma a blocchi di dimensione prestabilita. Abbiamo anche spiegato i motivi di questo meccanismo ed i suoi vantaggi e svantaggi, ora abbiamo anche una indicazione numerica su questi blocchi.

2585 unità di assegnazione totali.

Esprime la capacità di memorizzazione totale del disco espressa in cluster: se moltiplichiamo questo numero per la dimensione del singolo cluster (riportata nella linea precedente) otteniamo lo spazio totale espresso in byte (tale valore è riportato all'inizio del rapporto del comando CHKDSK come abbiamo già visto)

284 unità di assegnazione disponibili su disco.

Si tratta dello spazio libero indicato in cluster.

Seguono altre informazioni non relative al disco, ma alla memoria RAM disponibile nel computer.

655344 byte di memoria totale

Ci indica la quantità di memoria RAM presente nel computer. Molti di voi sapendo di possedere quantità di memoria molto maggiori è(di solito 4 Megabyte) penseranno subito ad un difetto del computer che non riesce a leggere tutta la memoria disponibile.

La gestione della memoria con il sistema DOS è piuttosto complessa perchè deve essere compatibile con tutti i tipi di microprocesore, dall'8088 ai moderni 486 ognuno dei quali la gestisce in modo diverso.

Torneremo in un'altra puntata sui metodi di gestione della memoria per adesso ci limitiamo a dirvi che quella riportata dal comando CHKDSK è la memoria gestita da un procesore 8088 o "memoria convenzionale".

Tutti i microprocessori utilizzabili con il DOS gestiscono questa zona di memoria allo stesso modo: un programma che utilizza solo questa zona di memoria è compatibile con tutti i processori, mentre se utilizzasse altre zone questa compatibilità non è garantita.

643984 byte liberi

E' la parte di memoria convenzionale effettivamente disponibile in quanto il DOS per funzionare ne occupa una parte che viene sottratta all'utilizzo da parte dei programmi. Quando parleremo della gestione della memoria vi insegneremo a configurare il DOS affinchè occupi il minor spazio possibile.

Recupero dei cluster persi

Può capitare che il comando CHKDSK si fermi con un messaggio nel quale ci informa che ha trovato dei cluster persi e ci chiede la loro conversione in file.

Il DOS tiene una tabella dove registra tutti i cluster occupati indicando a quale file appartengono: questa tabella non può essere letta da chi utilizza il computer, ma viene gestita completamente dal DOS stesso.

Questa tabella si chiama FAT che è una sigla che significa "File èAllocation Table" cioè "Tabella della disposione dei file" ed è alla base della gestione dei dischi da parte del DOS.

Può capitare che una improvvisa interruzione di corrente o una operazione poco corretta da parte di un programma (i programmi scritti male sono molti di più di quanto non ci si aspetti) porti una certa confusione nell'utilizzo di questa tabella.

In pratica succede che certi cluster vengono marcati come utilizzati, ma non vengono collegati a nessun file; oppure durante una cancellazione lo spazio non viene effettivamente cancellato anche se il suo nome non appare nella lista.

Solo in rarissimi casi potrebbe trattarsi di virus (dei quali tratteremo in dettaglio in appositi articoli), ma di solito non c'è affatto da preoccuparsi.

Se dunque il comando CHKDSK si ferma con un messaggio che dice:

Trovati nnn cluster persi: convertire in files?

rispondiamo premendo il carattere N e il tasto di invio.

Nota: "nnn" verrà sostituito dall'effettivo numero di cluster non corretti rilevato dal comando CHKDSK.

Quando il comando avrà terminato il suo lavoro e sarà riapparso il prompt dovremo reinserire il comando in una forma leggermente diversa:

CHKDSK /F

ci verrà riproposto l'errore, che prima avevamo ignorato, e questa volta chiederemo la sua correzione premendo il tasto S (Y per chi ha la versione inglese) seguito dal tasto di invio.

Verremo informati che sono stati creati dei file con il contenuto dei cluster persi.

Questi file li potremo trovare nella root e saranno identificati dai nomi:

FILE0001.CHK

è FILE0002.CHK

e così via con numeri progressivi per quanti file sono stati recuperati.

Spesso questi file non contengono alcuna informazione utile e possono essere cancellati senza problemi (vi spiegheremo come fare), ma è sempre bene controllare il loro contenuto (vi spiegheremo anche questo) prima di eliminarli definitivamente.

Molte volte recuperando questi cluster persi e cancellando i file così ottenuti si può recuperare parecchio spazio sul disco rigido: è quindi consigliabile effettuare questo tipo di operazione con una certa frequenza.

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