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Appendice C

I CODEC audio e video


Parlando di files contenenti video non si può prescindere dal fare un cenno ai codec ed agli algoritmi di compressione. L'elevata quantità di dati che compone una sequenza video impone di gestire i dati in modo da ridurli, talvolta anche a scapito della qualità.

Un codec video è un programma per descrivere un flusso video sotto forma di dati numerici adatti ad essere memorizzati su un supporto digitale.

Per i motivi già visti i codec video effettuano anche una compressione dei dati in modo da ridurre l'elevata quantità di dati che compone un flusso video. La maggior parte dei codec video adottano tecniche di compressione lossy (a perdita di informazioni) in modo da poter ridurre i dati necessari per trasmettere i flussi video anche di 20 volte o più.

A seconda della diversa tecnica di codifica del flusso video, i codec video si dividono in due grandi famiglie: a codifica intraframe e a codifica interframe.

La codifica intraframe contraddistingue i codec che codificano e decodificano un flusso video descrivendo ogni singolo fotogramma che compone la sequenza video.

Si tratta di formati che generalmente non hanno grandi rapporti di compressione, ma sono molto comodi per l'editing video in quanto possono essere manipolati a livello di singolo fotogramma.

I più noti compressori intraframe sono MJPEG e il DV utilizzato nelle comuni videocamere digitali a cassetta.

Nella codifica interframe invece i codec video si occupano di descrivere i cambiamenti che occorrono tra un fotogramma ed il successivo partendo da un fotogramma iniziale descritto con codifica intraframe e seguendo un approccio più innovativo alla quantizzazione video allo scopo di migliorarne l'efficienza sfruttando la capacità dei sistemi di riproduzione moderni in grado di elaborare l'informazione per poi mostrarne il risultato.

I codec a codifica interframe risultano invece meno adatti alla modifica di sequenze perchè possono essere tagliati solo in corrispondenza dei fotogrammi chiave, e ad alti rapporti di compressione la distanza temporale tra due keyframe può essere anche molto lunga.

Chiaramente stiamo parlando della famiglia cui appartengono gli MPEG 1,2 e 4

Il concetto di codec si applica anche alla gestione dei flussi audio.

In questo caso non è inverosimile che la compressione non sia gestita, si pensi ai CD audio che mantengono dati raw; ma ci sono anche dei compressori (sia lossy che loseseless). Il più famoso è ovviamente l’mp3 ovvero MPEG-1 layer III ( e non MPEG-3, che non esiste).

Molto comune è anche la versione layer 2 che viene utilizzata per codificare l’audio delle trasmissioni del digitale terrestre oppure era usata nei videoCD.

Nei DVD invece si utilizza quasi esclusivamente la codifica Dolby Digital AC3, concettualmente abbastanza simile alle codifiche mpeg, ma con in più la possibilità di gestire fino a 5 canali separati per l’audio utilizzati dal surround. Non deve essere confusa con la codifica Dolby Stereo / Dolby Surround (usate, la prima in ambito cinematografico, la seconda per l’ambiente domestico) dove i canali surround non erano separati, ma sommati con fasi diverse su due sole piste analogiche che poi un apposito circuito separava in fase di riproduzione.

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