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Prefazione

Alcune note su questa sezione del sito.

Bit: è arrivato il PC IBM
Figura 0-1
Bit: è arrivato il PC IBM

Ho casualmente ritrovato il manualetto della TI58 con la garanzia timbrata nell'ultima pagina ( Figura 00-4 ) sistemando dei nuovi scaffali recentemente acquistati; l'undici settembre era vicino, ma l'occasione di festeggiare il trentennale era veramente ghiotta.

Ho così iniziato a raccogliere documenti e programmi da un archivio che giorno dopo giorno scopro essere enorme.

Attualmente ho inserito:

Byte: numero speciale sul PC IBM
Figura 0-2
Byte: numero speciale sul PC IBM

Con il tempo completerò i testi di racconto e il materiale che man mano riuscirò a catalogare.

Non sarà un lavoro breve, tani sono gli argomenti che vorrei affrontare, ci sono alcuni problemi tecnici da risolvere (come ad esempio trasferire i programmi dal Commodore 64) e poi ogni giorno affiorano nuove cose.

In questi giorni leggendo il blog di Andrea De Prisco (www.digitanto.it) (Nuova pagina) ho scoperto che ricorreva un altro trentennale: la fondazione di MCmicrocomputer, una delle riviste che hanno profondamente segnato la mia formazione informatica.

Ah, le riviste di informatica! Oggi sono pressochè scomparse dalle edicole, soppiantate da altre forme di diffusione delle informazioni, ma negli anni ottanta e novanta erano lo strumento principe per la circolazione delle conoscenze.

Il primo numero di Personal Software
Figura 0-3
Il primo numero di Personal Software

Dalle antesignane "Micro&Personal Computer" e "Bit", poi la già citata "MCmicrocomputer" e "PCprofessionale" (l'unica di tutte quelle citate ancora in vita). Queste erano pubblicazioni "generaliste", ovvero si occupavano un po' di tutto fornendo un panorama generale dell'avanzamento delle tecnologie che allora era assai più tumultuoso di quello attuale.

Il mito era l'americana "Byte" che si trovava con una certa facilità anche in Italia (perlomeno a Bologna era abbastanza facile trovarla); negli anni novanta nacque anche l'edizione italiana edita da Technimedia (la stessa di MC), ma ebbe vita breve. Infatti dopo pochi mesi la Byte statunitense cessò le pubblicazioni seguita a ruota dalle varie edizioni nazionali.

Microsoft Systems Journal: OS/2
Figura 0-4
Microsoft Systems Journal: OS/2

C'erano anche alcune riviste specializzate nel software come "Personal Software", nata come inserto di "Bit", ma che per un breve periodo ebbe vita autonoma. Seguì "Computer Programming" sulle cui pagine sono apparsi articoli dei maggiori esperti di software, la rivista era veramente di alto livello per cui ne venne fatta una sorellina più adatta al programmatore junior chiamata "Dev".

All'epoca d'oro del Commodore 64 (ovvero del Sinclai Spectrum per chi era dell'altra fazione) nacquero una lunga serie di pubblicazioni dalla vita talora brevissima alle quali erano allegate cassette piene di giochini di provenienza talora sospetta; ne ricordo una sola, forse quella più longeva, che si chiamava "Commodore Computer Club".

Inside Turbo Pascal: la gestione della memoria in DOS
Figura 0-5
Inside Turbo Pascal: la gestione della memoria in DOS

Accurate ricerche nelle edicole talora procuravano la sorpresa di trovare riviste estere, oppure allegati di valore superiore alla rivista stessa: ricordo quando mi cadde l'occhio sul libro di Levy "Hackers" incellofanato assieme ad un giornale di cui non ricordo il nome, ma che dopo una veloce occhiata venne cestinato. A me interessava quel libro introvabile in libreria (ed è un libro che qualunque appassionato di informatica dovrebbe leggere).

Mentre i gloriosi home computers degli anni ottanta cadevano nell'oblio un altro filone si affacciava sulla scena: Internet. Naturalmente cominciarono ad apparire riviste dedicate, anche "Commodore Computer Club" si trovò a rinascere come "Inter.Net" proseguendone addirittura la numerazione.

Journal of Object Oriented Programming
Figura 0-6
Journal of Object Oriented Programming

L'avvento di internet ha segnato la fine di tante pubblicazioni il cui mercato si assottigliava sempre più: era molto più rapido, semplice e soprattutto economico reperire notizie, manuali e programmi sulla rete in continua crescita.

Il canto del cigno è rappresentato dalle riviste dedicate a Linux che, almeno agli inizi, proponevano CD con distribuzioni complete anche a chi non poteva permettersi una connessione in grado di scaricare centinaia di megabytes. Ne sopravvive ancora qualcuna, ma chissà per quanto ancora...

Oggi non si cerca più in edicola o in libreria se ti serve qualcosa, ci si siede davanti ad un PC e si scrive www.google.it anche negli orari di chiusura.

Realizzare queste pagine per me è sicuramente una bella occasione di riscoprire tante tecniche, sorridere di fronte a necessità oggi inesistenti, ricordare tante belle storie, ritrovare oggetti dal glorioso passato.

Spero che sia lo stesso per i miei lettori.











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